Rifiuti, stare insieme conviene

di Giovanni Battista Pizzimbone, presidente di Biancamano SpA (Società quotata in Borsa al segmento Star) che controlla Aimeri Ambiente srl

Vita a impatto zero

L’importanza di dar vita a una economia circolare, dal “prendi, usa e getta” a quella del “prendi, usa e trasforma”, con la gestione intelligente e attenta dei rifiuti, da reinserire nel ciclo produttivo: in un articolo pubblicato venerdì 1° agosto, il quotidiano Italia Oggi affronta il nodo “dimensionale” delle Aziende di gestione dei servizi pubblici e la necessità di creare e consolidare il processo virtuoso di smaltimento e trasformazione dei rifiuti, preziosa fonte di materie prime, sempre più scarse e costose, da reinserire nei cicli produttivi.

Secondo gli autori dell’articolo, Alfredo Rosini e Daniela Congiu, il confronto con le realtà europee conferma il nanismo della situazione italiana: se in Germania la produzione annua per operatore si aggira sulle 60 mila tonnellate, 35 mila in Inghilterra e 18 mila circa in Spagna, in Italia siamo attorno alle 8 mila tonnellate per operatore…  un problema dimensionale a cui se ne aggiunge uno di organizzazione industriale il nostro Paese  – scrivono ancora i due autori – è frenato da una estrema frammentazione che non consente interventi di riorganizzazione e razionalizzazione di tipo industriale, inserito – inoltre – in un contesto molto complesso che non favorisce una visione strategica di sviluppo, determinando difficoltà nel finanziamento e nell’intercettare soggetti nazionali o esteri interessati a realizzare investimenti nel settore…

Quali soluzioni per affrontare il problema?
A mio modo di vedere, bisogna sicuramente lavorare – come indica l’articolo – su fattori culturali, per far cogliere sempre più a utenti e cittadini il valore della gestione dei rifiuti; di leadership, intesa come capacità di visione e decisione politica; normativi, con strumenti legislativi certi, efficaci e snelli.

Infine, mi permetto di ricordare, che l’esperienza nella gestione di un business così delicato è un elemento fondamentale: la piccola Azienda di servizi, in molti casi, non è sufficientemente strutturata e non può certamente garantire ai Comuni – e al territorio in generale – il puntuale governo della filiera dei rifiuti, come invece può assicurare un grande gruppo.

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