“Nella TERRA DEI FUOCHI si muore di più ” ora uno studio dell’ I.S.S. lo conferma

Il commento di Giovanni Battista Pizzimbone Presidente di Biancamano spa a capo del più grosso Gruppo privato italiano nel campo ambientale.

Emergenza rifiuti: nella terra dei fuochi maggiore mortalità

Purtroppo anche lo studio Sentieri dell’Iss conferma: la mortalità aumentata del 13% nelle aree tra Napoli e Caserta. Nel mirino soprattutto le patologie tumorali, dal cancro allo stomaco a quello al fegato. Sulle patologie infantili viene chiaramente suggerito ai genitori di evitare «esposizioni indebite dei bambini a inquinanti ambientali, con uno sforzo di famiglia, scuola e pediatri».

Questo è il lapidario resoconto che inchioda la Terra dei Fuochi, già purtroppo tristemente salita alle cronache per i disastri ambientali commessi dalla criminalità organizzata che ha negli anni sversato decine e decine di tonnellate di rifiuti tossici nelle terre agricole e abitate, alla sua responsabilità.

“E’ un dato che purtroppo ci aspettavamo, ma non così pesante” commenta Giovanni Battista Pizzimbone Presidente del Gruppo Biancamano a cui fa riferimento la controllata Aimeri Ambiente. “Dopo decenni di denunce di medici e scienziati (da Antonio Giordano ad Antonio Marfella), ora sono i dati dell’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità a confermare quel che era sotto gli occhi di tutti coloro i quali vivono in quello che è definito da molti il perimetro della morte della Campania, compreso fra le province di Napoli e Caserta.” continua Pizzimbone. L’aggiornamento dello studio epidemiologico Sentieri appena pubblicato dall’Iss, sentenzia che nella Terra dei Fuochi c’è «un eccesso di mortalità rispetto al resto della regione del 10% per gli uomini e del 13% per le donne nei comuni in provincia di Napoli.

“E’ un dato che deve smuovere le coscienze di tutti, non solo di chi purtroppo abita e vive nella zona, è un problema che dobbiamo sentire nostro e dobbiamo attuare tutti gli sforzi possibili per proporre soluzioni valide che aiutino a superare le criticità dell’emergenza rifiuti in Campania e che contestualmente sfilino di mano l’interesse della criminalità organizzata verso la gestione del ciclo integrato dei rifiuti” chiosa Giovanni Battista Pizzimbone.

Lo studio Sentieri (dal nome della metodologia usata, con la quale si individuano, a priori, in base a una revisione sistematica e standardizzata della letteratura scientifica, le patologie associabili a quadri di contaminazione ambientale) si è fondamentalmente basato sui dati forniti da 55 comuni della Campania. Lo studio sembra proprio che abbia rilevato un eccesso di ricoveri per diverse patologie tumorali, con individuazione di tutta una serie di patologie per le quali sussiste un eccesso di rischio in entrambi i generi sia maschile che femminile, per tutti i tre indicatori utilizzati (mortalità, ricoveri, incidenza tumorali) costituito da: «tumori maligni dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas, del rene , linfoma non Hodgkin . In eccesso sembra in tutti i 3 indicatori il tumore della mammella. Nella provincia di Caserta riscontrati «eccessi in entrambi i generi per i due esiti disponibili (mortalità e ricoveri ospedalieri) riguardano i tumori maligni dello stomaco e del fegato; i tumori del polmone, della vescica e della laringe risultano in eccesso tra i soli uomini.

Insomma, un problema che non è affatto finito, anzi sembra essere nel pieno della sua evoluzione.

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