In arrivo il decreto sulle compensazioni fiscali

Sviluppo Economico Compensazioni fiscali

Il Ministro Guidi rassicura le imprese 

Si sa che ormai i Governi ci hanno abituati a tempi lunghissimi per vedere applicate le norme tramite appositi decreti attuativi. Nel caso del Decreto Destinazione Italia già pubblicato lo scorso 20 febbraio, e quindi targato governo Letta, non si è fatta una eccezione.

Però dopo tante sollecitazioni da più parti, compreso il Presidente degli Industriali Squinzi, è intervenuta ieri il Ministro dello Sviluppo Economico Guidi promettendo tempi rapidissimi per l’emanazione dell’apposito Decreto attuativo che dovrà regolamentare la possibilità da parte delle Imprese di compensare i propri crediti verso la Pubblica Amministrazione con i debiti fiscali.

Noi imprenditori che lavoriamo con la Pubblica Amministrazione fornendo servizi essenziali e primari ai cittadini siamo da anni penalizzati dalla mancanza di una norma di questo tipo commenta Giovanni Battista Pizzimbone Presidente di Biancamano spa, primo operatore privato in Italia nel waste management, attraverso la propria controllata Aimeri Ambiente perciò accogliamo con favore questo desiderato Decreto attuativo che, speriamo, permetterà a Imprese sane come la nostra che vantano milioni di crediti nei confronti dei Comuni, e più in generale della Pubblica Amministrazione, di avere almeno un po’ di respiro sui debiti fiscali che lo Stato puntualmente invece pretende continua Pizzimbone.

Il termine per attuare la norma era già slittato un paio di volte, prima a maggio, poi ad agosto, e il Ministro Guidi ha attribuito questo ritardo alla pausa estiva e al solito balzello di competenze tra Ministeri, promettendo però appunto una forte accelerata.

La novità spiega Pizzimbone è che per poter estinguere i debiti fiscali compensandoli con i crediti sarà necessario compilare la delega unica di pagamento (F24) in versione telematica, e ciò consentirà, se verrà attuato, di accorciare notevolmente i tempi.

L’operazione, a saldi invariati, permetterà di dare una spinta, ora in stallo, alla liquidazione dei crediti accumulati dalle Imprese nei confronti dello Stato, per i quali l’Italia è già stata tra l’altro più volte richiamata dalla Commissione Europea.

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